PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 11/09/2010
John ed Helen si amano. Sempre stati terribilmente discreti. Troppo di classe per venirmi a supplicare in piena notte di cambiare la loro vita. Sono forse l'onnipotente, sbigottirei, si tratta di storie che ti prendono la mano, dovresti vederli alle feste, li invidiano tutti eppure non perdono occasione per provocarsi da lontano. Ti avvisai che li frequentavo con la mente e adesso sono di casa, senza di me si può dire che non cenano. Certo puoi riderne, dei pallori, della distanza che impedisce d'aprirsi in un'ora qualunque, tu sei giovane, prendi la vita a rovescio e puoi sorriderne, già. Che cos'hanno esattamente non lo so, tua madre è inutile che insista a farmi il terzo grado, non posso far loro la predica capisci, specie a John, specie a John, non sono il vicario e si seccherebbe. Ho messo in guardia Helen dalle conseguenze che ne sono già derivate e lei m'ha guardato senza interesse.
Si lanciano segnali mezzo sfiorandosi con gli sguardi, non sopportano che l'altro se ne vada e non lo cercano se rimane. Da cosa nasce, mi chiederai, questo rancore? Non lo so, giuro che non lo so. John, gli domandai una sera, non puoi dimenticare? Scosse la testa per dirmi di no.
Helen, feci un'altra volta che restammo soli, sì credo che procurai io l'occasione, non puoi perdonare? Scoppiò in lacrime e scappò via.
Certo puoi pensare che l'amore è ben altro e può essere vero ma sono fatti così, ed è stata la mia prima coppia, non dimenticarlo, non l'abbandonerò mai. Lasciami, adesso, stasera ceno da loro e sono in ritardo.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

ti ricordi il mio azrigogolo del "se pensi che io penso tu pensi..."? Questo tuo brano ne è la spiegazione più lampante. Ci si fa del male e si fa del male per l'incapacità o l'impossibilità di "aprirsi" all'altro. Lo stesso col. Weber(quello che parla, credo) va in soccorso di quella coppia, che si sta autosuicidando e nel frattempo non si rende conto che anche la sua di coppia muore per incomunicabilità, mancanza di "apertura", di chiarezza reciproca.
Quante cose taciute, quanti tarli nell'anima, quanta sofferenza procuriamo a noi stessi innanzitutto per orgoglio, o paura delle "risposte", o semplicemente per pigrizia! E quante cose diamo per scontate! Non è così. Le ombre esistono anche tra le coppie più unite, e vanno o andrebbero illuminate subito, prima che diventano tarli che scavano e si moltiplicano e trasformano il nostro dentro in una groviera .
Questo tuo brano mi trasmette proprio l'agonia tra il colonnello e la moglie e Helen e John e dispiace il loro non far nulla per "aiutare il malato". Ma è come guardare noi stessi e il nostro immobilismo, la nostra paralisi di fronte all'agonia di noi stessi.
sei bravissima rich e mi sei mancata in questi giorni di "tuo silenzio dal portale".
bai
eos

il 11/09/2010 alle 11:59

Molto bello e interessante questo tuo pezzo, fa anche riflettere sulla mancanza di conversazione e cameratismo fra le coppie che, a lungo andare, si allontanano e non si aprono l'un l'altro, cresce il rancore con tutte le conseguenze....
E' stato bello leggerti, anche se purtroppo non lo faccio spesso...
Ti abbraccio,
helan

il 11/09/2010 alle 12:42

Ho una gran confusione con tutti i nomi dei tuoi personaggi. Questi sono nuovi? Dovrò fare una tabella, magari come quelle che usano nei telefilm polizieschi, che scrivono con i pennarelli su una tabella trasparente.
Ci proponi sempre uno spaccato di storia che è come una finestra da cui si intuisce e si intravedono aspetti ulteriori. Qui i problemi della coppia non sono spiegati, ma non ha importanza, il fatto è che nessuno riesce a perdonare o fare il primo passo...
Complimenti
Con affetto
Fabio

il 11/09/2010 alle 18:16

gentilissima, il col. Weber è John. John ed Helen Weber, chi parla è lo scrittore, la mia prima coppia in quel senso, sono io che li inventai tanti anni fa, mio marito ogni tanto me li citava e così li ho tirati fuori, ho pensato perchè non devono conoscere i poetic, quello che hai scritto l'ho apprezzato tanto e lo condivido ma come si fa a mettere in tavola le proprie insofferenze senza perdere la testa non lo so, non lo so... un gran saluto a Pippi e a te, Rich

il 11/09/2010 alle 22:27

perchè non lo puoi fare spesso? Le coppie si prestano a tanti sguardi... belle le tue considerazioni, grazie helan pienna d'intuito, rich

il 11/09/2010 alle 22:31

la tabella è una buona idea, e la coppia è la prima che inventai ma mi piace ancora e ancora sai si ama, con riconoscenza, rich

il 11/09/2010 alle 22:35

i poetic infatti sono lieti di aver conosciuto questa coppia e ora memorizzerò none e cognome e non farò più confusione.
Hai ragione mettere in tavola le proprie insofferenze è rischioso, molto rischioso perchè può creare nuovi rancori...ma secondo me è un rischio da correre. Se ci si ama e ci si stima si avrà poi la forza di ricominciare.
Pippi ricambia il saluto, mercoledì è il suo primo giorno al 1 anno del liceo linguistico. E' emozionatissima! E anch'io.
baci
eos

il 11/09/2010 alle 22:52

Cara rich non lo posso fare spesso per mancanza di tempo purtroppo. Vedi io prima scrivevo solo per questo sito e stavo sempre qui, seguivo tutto, leggevo tutti e dedicavo il mio tempo. Dal luglio 2009 ho incominciato a pubblicare anche su un altro sito e dal dicembre 2009 anche su di un altro. Come puoi immaginare devo dividere il mio tempo per tre, considerando anche gli altri miei interessi che mi prendono tempo e poi la famiglia ecc.
Vorrei fare tutto e tanto, anche rubando tempo al sonno, che è sempre poco e sono continuamente stanca, ma è impossibile fare di più di quel che faccio. Capisci ora?. Dovrei abbandonare qualcosa, ma non ho il coraggio, anche perchè ho molte soddisfazioni sugli altri siti e ci tengono alla mia presenza. Quindi penso che è meglio poco che niente, ho conosciuto belle persone in questi ultimi mesi, come te, eos, arturo, dora,leo, Fabio ed altri ancora, oltre ai vecchi amici che conoscevo dall'inizio e, appena posso, faccio sempre un salto e non solo per pubblicare,ma anche per leggere e lasciare qualche commento.
Scusa la lungaggine rich...buona notte, anzi buongiorno perchè penso mi leggerai domani..

il 12/09/2010 alle 01:14

letta e apprezzata anche per questa tua risposta, Antonella.

il 12/09/2010 alle 12:38

interessante bravo :-)
ciao

il 12/09/2010 alle 14:24

grazie astronauta ciao, rich

il 12/09/2010 alle 19:57

sei sempre più affascinante Toni
nel raccontare momenti drammatici delle persone
come quello di non comunicare,
non si vive così senza chiarirsi,
bisogna sempre e comunque
dire quel che ci dice il cuore
per essere felici basta poco.
sei fantastica per me.
buona notte e sogni di diamanti per te.
Marygiò

il 12/09/2010 alle 23:51

vogliamo parlare dell'Amore? Indagarne lo splendido mistero....il col Weber ed Helen..chi potrà mai scoprire i mille modi, i tempi, l'inferno ed il paradiso della loro unica e singolare storia d'amore? Questa poesia è una porta aperta, una fotografia, anzi un' istantanea sfumata, con tutti i finali aperti...bella

il 13/09/2010 alle 09:16

grazie mille Marion, tu la pensi come Eos e avete ragione naturalmente, ma dirsi tutto è pericoloso, escono fuori cose di sé che l'altro o l'altra possono fraintendere, i lati peggiori, può finire l'amore...
vita di smeraldo a te, Tony Rich

il 13/09/2010 alle 10:14

mah, un "pulcioso" poeta che scrive amore con la A maiuscola! Buon segno, naturalmente. Mistero, sì perfetto, ma con un affetto dentro stratosferico, non la solita sbobba, ecco come sono John ed Helen per me, l'afasia copre il rancore e insieme il terrore di offendere l'altro/a. Questione di feeling. Saluto in particolare i tuoi tre puntini di sospensione.

il 13/09/2010 alle 10:28