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Pubblicata il 24/08/2010
Non ti dico che ti amo,
mio cuore,
non ti dico che ti stringo
più che posso.
Né che il sole è morto
e non più si rivive.
Non ti dico la bellezza
che mi rendi
ed io in cambio mi incateno.
Se le tegole di primavera,
se i glicini a settembre
e le schiume di Maiorca,
se la legge impetuosa
e il chiurlo indiano
avessero il tuo nome;
allora vivrei come il frassino
e tu saresti l’edera
di un albero migliore.
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non ti dico ch'è bella perchè lo sai, ma ch'è animata di linfa perfettamente circolante nella natura che la domina(il sole è morto per il tempo che provi tu, la prigionia è temporanea, tutti i se riaprono alla vita che lentamente risbucherà perchè si è mobili nel sentire), non ti dico ch'è bella ma ch'è affascinante, il che ai miei occhi vale molto molto di più, richwagner

il 24/08/2010 alle 10:24

grazie mille rich...hai colto in pieno ogni significato, e tradotto il significante. Si è mobili nel sentire, è vero, tragicamente vero. Non ti dico che apprezzo ogni tuo commento, ma che mi sento rincuorato da ogni tua parola, il che ai miei occhi vale molto molto di più.

Grazie mille richwagner

il 24/08/2010 alle 10:43

una poesia "antipoetica", posso dirlo? E' ugualmente poesia, e qui è la sua grandezza....la poesia è la vita stessa

il 24/08/2010 alle 11:41

Antipoetica mi piace moltissimo...adoro Tabucchi e "il gioco del rovescio" quindi l'antipoesia, come dici tu, è il rovescio doloroso e umano dell'estasi, ovvero la stasi in movimento, quindi antitesi.
Grazie mille, come al solito ci rifletterò.

Grazie di cuore.

Moreno

il 24/08/2010 alle 23:38