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Pubblicata il 09/08/2010
Io non so ancora
chi tu sia
se lapide o falena.
Ma le vivi entrambe con scambi
d’avorio
sereno.
Non grido più ormai;
non scardino il mare
con remi inermi
né cavalco la ragione.
Non sono il mendicante
volontario del tuo esilio.
Ti pratico alla fonte
e di rimando
m’incateno.
Suono il vino se è maturo
e ne macino il mosto.
Ma è pur sempre sangue
che ognuno ha lasciato,
entrambi soli,
entrambi al proprio posto.

Moreno
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personale, con un finale appropriato e l'eco dello stesso uomo un po' frigido con donna di simile enigmaticità in altre tue poesie, se ricordo bene, mi piacerebbe sapere qualcosa di più, rich

il 09/08/2010 alle 19:54

non sono il mendicante volontario del tuo esilio, ti pratico alla fonte...frase centrale e profondissima per me, che non idealizza e quindi non "pietrifica" chi è morto, ma va continuamente alla fonte..non so chi sia S, so che è un gran bel modo per dichiarare un affetto mai morto e che mai morirà, a questo punto

il 10/08/2010 alle 09:03