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Pubblicata il 06/06/2010
Li' ti osservo,

e ti assaporo dolce amore mio malvagio e tiranno.

Nella calura di Agosto ci amavamo con lussuria,

e nel peccato sfidavamo lo sguardo del pellegrino.

Fù cosi' che il dolore, poi, trovò rifugio

nella casa maestra dove far crescere la sua fertilità,

mentre noi gettavamo lo spirito

alla mercè del "non vivere".

E adesso,

cupo e riverso tra le mie membra

festeggio la tua dolce fetta di morte.

Sorseggiando un bicchiere di buon vecchio vino,

veleno che mi donasti un giorno

tra immaturi baci di un tempo ormai andato...
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