Li' ti osservo,
e ti assaporo dolce amore mio malvagio e tiranno.
Nella calura di Agosto ci amavamo con lussuria,
e nel peccato sfidavamo lo sguardo del pellegrino.
Fù cosi' che il dolore, poi, trovò rifugio
nella casa maestra dove far crescere la sua fertilità,
mentre noi gettavamo lo spirito
alla mercè del "non vivere".
E adesso,
cupo e riverso tra le mie membra
festeggio la tua dolce fetta di morte.
Sorseggiando un bicchiere di buon vecchio vino,
veleno che mi donasti un giorno
tra immaturi baci di un tempo ormai andato...