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Pubblicata il 22/05/2010
Ti guardo, rannicchiata,
il volto immobile
che affonda nel cuscino,
mio piccolo uccellino
con l’ala spezzata.
Triste il pensiero tuo
più non vola,
oltre ai cirri e ai nembi
l’azzurro più non incontra.
Mai così pieno di amore,
si piega il mio cuore all’ave verum,
e prega Iddio che la vita torni,
ad illuminare quegli occhi
a risuonare di quel canto,
perché senza il tuo volo
si spegne anche questa vita mia.
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disarmante e toccante, questo tributo d'amore verso le piccole creature che ci accompagnano inconsapevoli, nella vita,
Buona domenica
Axel

il 23/05/2010 alle 12:16

ho voluto leggerla come tributo ad una piccola creatura alata, perché inconsapevolmente mi rifiutavo di leggere oltre un dolore che anch'io ho condiviso... Ma mi rendo conto che purtroppo si tratta di ciò che temo...
Un abbraccio
Axel

il 23/05/2010 alle 12:25

la sofferenza dei piccoli è qualcosa di assolutamente inumano e il cuore dei grandi va in frantumi .
ti abbraccio eoskarma

il 23/05/2010 alle 12:39

Axel, non trovi meraviglioso il fatto che tra due persone che non si conoscono affatto possano nascere sintonie e profondità che mai hanno raggiunto con chi li circonda tutti i giorni? potenza dell'arte e del cuore................il tuo commento vale più della mia poesia, perchè entra diritto come una lama di luce pura nelle tenebre da cui vogliamo uscire, la solitudine, e sa cogliere ciò che accomuna gli uomini quando esprimono il loro dolore, una sincera fragilità.
Grazie, un forte, affettuoso abbraccio e l'augurio di preservare il dono prezioso che hai.
Ludo

il 25/05/2010 alle 00:14

il dolore è una realtà amarissima che procura sofferenza che nessuno accetta e tutti eliminerebbero.
Cui prodest? A chi giova?
E allora perchè esiste e in cos'ì vasta misura?
Perchè???????????????????????????
ninomario che ha sofferto e soffre per se e gli altri

il 25/05/2010 alle 11:18