PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/05/2010
Sul pavimento di lucido marmo
la regina bianca stringe il collo a quella nera.
La corte resta a guardare indecisa per chi parteggiare.
Sentimenti ricordi sangue spartito con l’una o con l’altra
hanno la loro influenza. Dalla bocca della regina nera
escono liquidi e valvole e rumori di ieri. Tutti mal
digeriti. La regina bianca calpesta figli sogni e
promesse mai mantenute. Avvoltoi stanno
accovacciati sul trono. Lampi squarciano
la sala. Rimbombano tuoni da fine
del mondo. Qualcuno tiene
spalancate le porte
all’inferno. Prima o poi
entrambe ci cadono dentro.
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Mamma mia...

il 21/05/2010 alle 21:31

E' prosa.

il 21/05/2010 alle 22:12

X-ray woman.

il 22/05/2010 alle 05:31

I'm a prozaic.

il 22/05/2010 alle 05:33

Ma non siamo su ProsaicHouse? Azz... me so' confuso...

A parte tutto, questa me la trovo abbastanza musicale, almeno alla fine. I confini sono ormai labili. E' tutto un grande minestrone... Comunque grazie per il commento.

il 22/05/2010 alle 05:37

oddio mi vuoi far venire un infarto? cesare pavese? il mio scrittore italiano preferito? grazie comunque. troppo buona. le sue poesie non le conosco molto (leggo troppi romanzi, raramente poesia - e dirai che si vede) ma ce n'e' una che amo moltissimo e la leggo con te:

Alter ego

Dal mattino alla sera vedevo il tatuaggio
sul suo petto setoso: una donna rossastra
fitta, come in un prato, nel pelo. Là sotto
rugge a volte un tumulto, che la donna sussulta.
La giornata passava in bestemmie e silenzi.
Se la donna non fosse un tatuaggio, ma viva
aggrappata sul petto peloso, quest'uomo
muggirebbe più forte, nella piccola cella.

Occhi aperti, disteso nel letto taceva.
Un respiro profondo di mare saliva
dal suo corpo di grandi ossa salde: era steso
come sopra una tolda. Pesava sul letto
come chi s'è svegliato e potrebbe balzare.
li suo corpo, salato di schiuma, grondava
un sudore solare. La piccola cella
non bastava all'ampíezza d'una sola sua occhiata.
A vedergli le mani si pensava alla donna.

il 22/05/2010 alle 13:26

spero ti sia piaciuta. forse cruda per i tuoi gusti. io la sento carnale, piena di sofferenza, il carcere e' l'unica cosa che mi fa paura davvero, oltre ai bottoni,

il 22/05/2010 alle 14:27

ho letto qualche tua poesia mentre ci scambiavamo messaggi e si, alcune lo sono. a me piace questo modo di conoscersi lento tramite nomi, poesie, commenti... piano piano una figura da sfumata diventa sempre piu' definita, pero' mai completamente. qui sta il bello. tu sei abbastanza nuova vedo. piacere.

la sofferenza e' nella privazione. a volte nell'abbondanza. in genere quando non si realizzano i sogni.

il 22/05/2010 alle 14:45

Ma no, che non è prosa!
Avete letto "Il peso della farfalla" di Erri De Luca?
E' un contemporaneo, ancora vivo e in ottima salute!
Bravo, cion... mamma mia che nome complicato, però!

il 22/05/2010 alle 19:51

Bah. Non è fondamentale
leggere De Luca o Pavese
o l'annuario pontificio

per sapere se una cosa
è poesia oppure è prosa.

(Ho fatto la rima, perciò il mio commento fa più poesia)

il 22/05/2010 alle 21:40

I'm observing you, man.

il 23/05/2010 alle 02:58

grazie mille signore. mi piace questo dibattito sulle mie poesie. qualsiasi sia la vostra opinione.

il 23/05/2010 alle 05:52

Claro. Yo lo sé.

il 23/05/2010 alle 09:39

Hai detto una cosa molto intelligente! La poesia, basta sentirla!

il 24/05/2010 alle 12:34