Al banco della carne c'è solo la carne.
Aspetto due minuti,
poi mi rivolgo alla signora del pane qualche metro più in là.
-Signora, è scomparso il commesso, avverta la polizia-
-Glielo chiamo subito. Dev'essere fuori-
Intanto leggo un opuscolo sulla provenienza della carne;
una mucca pascola in mezzo ai fiori.
-Eccomi a lei-!
L'uomo ha un camice rosso e la faccia da macellaio.
-Mi scusi. Non volevo disturbarla-
Capirà il sarcasmo?
-Si figuri, ero fuori-
Non ha capito.
-Fuma-?
-Eh... purtroppo si! Cosa le do-?
-Prendo questi spiedini qua, me li dia tutti-
Sembra contento. Si passa le mani sul camice.
Mentre attacca lo scontrino al sacchetto
mi dice:
-Una volta sono stato in America,
le parlo di una decina d'anni fa,
si figuri che le sigarette costavano già sei dollari-
-Ma davvero-?
-Eh già. Ma non riesco a smettere. Ho provato pure a bucarmi l'orecchio ma...-
Allarga le braccia.
-Non è servito a niente- Dico.
-A niente- E scuote il capo.
Ora sembra preoccupato.
Non voglio lasciarlo così. Allora gli dico:
-Io ho comprato del tabacco-
-Ah! E fuma di meno-?
Ci penso un attimo.
-No, finisco sigarette e tabacco-
Sospira deluso. Adesso è molto serio.
Mi guarda senza sorridere.
-A posto così-?
-Si grazie-
-Arrivederci e buona serata-
-Arrivederci-
La cassiera ha il nome scritto sulla maglia.
Si chiama Emma,
Porta gli occhiali.
Ha un colpo di tosse.
-Fumi-?
-Chi io? Figuriamoci! Non ho mai nemmeno provato-
-Beh, potresti cominciare-
-Non ci penso nemmeno!
Batte il prezzo senza guardarmi.
-10 e 57-.
Infilo tre cose nella borsa.
-Ciao e grazie-
-Ciao Emma-
Vado verso la macchina.
Ricomincia a piovere.
Mi siedo.
Guardo nello specchietto.
No, sta sera non la faccio la barba.
Ne accendo una.