PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 15/09/2002
Pagine di dolori
e sguardi disperati.
Parole non dette
per paura della realtà.
Mali
che colpiscono vigliaccamente
e ti conducono a soffrire
fino all ultimo respiro.
Occhi
che ormai guardano lontano.
Verso un unico pensiero.
Sono passati minuti
d’intense parole
di soffocanti occhiate
rivolte a chi soffriva;
ed io
inadeguata di fronte
a tanto spasimo.
Nel cuore s aggira
la tua domanda,
e ancora brucia.
-Perché proprio a me? Perché?-
Perdonami mamma!
Non ho saputo rispondere.
E ora…
…tu lì…
stesa in quel letto.
Fissarti
cercando di trattenere il pianto.
Immaginare
una mano
che forse si muove,
di una bocca
che forse sorride
appoggio
la testa al tuo cuore
aspettando una tua carezza
che non avrò mai più.
Ed ecco il dolore
che fende il mio cuore
ecco le lacrime
che scendono copiose

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Che strano! Anche io oggi ho scritto una poesia su mia madre. Ma il fatto è che sono passati 33 anni!
La morte di un genitore costituisce un "doppio abbandono" e la certezza di non poter avere una persona cui far riferimento nei momenti di sofferenza.
poi, torna il rimpianto di attimi perduti e mai sfruttati.
E' la vita.
La poesia è bella.
N.

il 15/09/2002 alle 09:33

Sai, il 10 settembre, era il suo compleanno.
Sono passati 13 anni da quando mi ha lasciata sola, ma per me è come fosse accaduto solo ieri.
Non riesco ancora a rassegnarmi, sarà che ho visto tanta sofferenza nei suoi occhi, e ti assicuro che non la meritava.
Grazie, per avermi dato modo di parlarne.
Ely.

il 15/09/2002 alle 10:44

Quello di mia madre era il 15 settembre.
E devo dire a te la stessa cosa!
Grazie.
Ernesto

il 15/09/2002 alle 11:21