Siamo creature del solo presente.
Il passato, fino a poco fa , era lì , a pochi passi
e gli tenevo i polsi con dita decise.
Ora il passato è distante,
coi mille rimasugli di una vita tagliata,
il passato è rimasto oltre il
fiume , furioso, in piena.
Il futuro, con cui mi riempivo gli occhi,
è sparito tra la nebbia fitta e buia,
dove molte ombre s’aggirano
estranee verso mete a me ignote.
Resta il giorno odierno
che passa talvolta quieto e, spesso,
pieno di temporali spaventosi.
Quand’è sereno ringrazio Dio,
e quando tuona pure.
Se guardo nella nebbia i brividi
mi rubano la mente.
Se mi volto a guardare oltre il fiume
quello che ho fatto allora
le lacrime mi premono negli occhi.
Così scelgo di essere solo
creatura dell’oggi.
Così brindo con il tempo nemico
e dormo nel tepore
di un tenue raggio di speranza.