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Pubblicata il 25/03/2010
Forse è ora
ed avrei voglia di un minuto.
Di uno scudo di parole
fatte solo sobillare.
O sillabare.
Mentr’ io m’inarco
come apostrofo
del mio nome diminuito.
Là fa luogo
mi è dativo di persona
Na’ è tutto quello che mi resta
dopo una LaMiNa su me.
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poesia stupenda, fatta di niente, di un gioco sul proprio nome , per raccontare una storia di dolore....veramente brava

il 25/03/2010 alle 10:18

Bellissima poesia... nei suoni...

Complessa... ma non sono un riferimento...

Mi è piaciuto il gioco su LaMiNa...

Ho una cugina che si chiama come il tuo nick... e avevo una pro-zia (sua nonna) che aveva un "ze" davanti...

ma.ma

il 25/03/2010 alle 16:55