Dimentico il pianto
e la vanità della parola
quando al tuo ricamo
selvatico di donna
s’abbraccia come figlio
la mia pelle satura di sole
Ai semi della terra
sciolti per il campo
porto la tua gloria
nel nascere del giorno
come ala di pernice
al segreto della tana
Ti ricerco fra i segnali
perdutamente…
Nel vitigno che s’annoda
per la traccia d’un granello
che poi diviene fuoco
Nei transiti di tempo
quando pioggia e cielo
si fanno come seta la pace
Nel rosso dell’arancia
che piano s'infittisce
nel mantice del vento cherubino
Io non so più se è il graffio della luce
o il segreto dei tuoi occhi
a fare dell’intorno il mio fuoco
oppure forse il sogno
a fare della mia passione una preda