Ci sono strade che percorri
terre di silenzio, terre di pace
e dai fili d’erba piegano all’aria,
una pura brezza ventosa,
di fresco tinto d’azzurro
La pelle s’intreccia, al calore
di un corpo abbracciato e sfinito,
dopo l’amore per ore
e le pause il vuoto riempie
lo smarrimento dei sensi.
Una piacere allo stomaco.
La natura, in forza, in lucidità
preme a buon viso, senza paura.
La linea sottile, friabile
con violenza mitigata, spoglia,
rimane impressa nei miei stracci
cullando il suo profumo, per la mia strada.
Intrattenendo amorevoli ricordi
dalla fuga nell’oblio
E’ in questa via, questa Padova incerta
nebbiolina e foschia, in su
la torre di Galileo.