Ebbene si, questa potrebbe essere una delle ultime poesie di questa mia vita... Per te e tutte le fans che piangeranno sulla mia tomba, questa è la versione riveduta e corretta (non disperatevi, mi reincarnerò in un opossum o un lombrico, che per fortuna non scrivono poesie):
credette nel confortevole buio della placenta,
nel big bang d'una luce ed urlo, nel seno sgocciolante
della madre, nell'angelo custode ed i mostri della notte,
nei calciatori che segnavano all'ultimo minuto, in un
bacio sulla guancia, poi alla bocca, in Dio, Krishna,
Buddha e l'utopismo libertario, negli stili musicali,
le angiosperme, in se stesso, in niente, nelle
droghe che gli derapavano la mente,
nel verso libero, a chi gli diceva
le bugie, nel suo cane seppellito
sotto un bosco di castagni,
nel superuomo e l'esserci
in commercio, nell'elogio della fuga,
il terzomondialismo, la tirannide del sesso,
nella sua donna, i suoi figli e tutt'insieme la famiglia,
nei raggi B balenanti alle porte di Tannhäuser, nel lavoro
e nel risparmio, l'assurdità dell'esistenza, ed infine
nella morte, la sola che non fu più smentita.