PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 15/01/2010
Usavo surrogati di te
senza scrupoli affinché
soltanto calmassi la sete di tè
che al mattino versavi per me.

Annaspavo nel mio laboratorio
con un attillato camice avorio
confezionando a ripetizione
un tuo ennesimo clone
con metodi fatui perché
il risultato non era mai te.

Disfacevo promesse
fatte a commesse
e poi piangevo
ma non lo dicevo.

Era sangue dozzinale
senza garanzia verginale
che sempre al tuo confronto
chiunque rappresenta un affronto.

Ora mi fa pure male la pancia
neanche posso succhiare un'arancia
senza pensare a com'era bello
posare il mio suggello
sul tuo gracile collo
e sentirmi satollo.

Che ormai tu
il naso rivolto all'insù
scrivi poesie solo a te stessa
e scompari dentro la ressa.
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Colite?

il 15/01/2010 alle 14:35

un genere poetico fresco moderno musicale con contaminazioni filastroccheggianti e vivacità,

piaciuta,
ora mi leggo pure le altre
così vediamo cosa pensano gli altri.

saluti,
Orgon

il 15/01/2010 alle 14:40

Colite.

il 15/01/2010 alle 14:41

Lei è meglio di un fluorochinolonico. Grazie.

il 15/01/2010 alle 14:45

Il fatto è che somatizzi...!

il 15/01/2010 alle 14:54

somatizzo, simpatizzo...

il 15/01/2010 alle 17:53

Simpatizzi, antipatizzi, poi empatizzi e poi? La catena delle "z" come procede? Io avverto la suspance...

il 16/01/2010 alle 12:00

Volatizzo?

il 16/01/2010 alle 15:01

Sarà il Greco di Tufo?

il 16/01/2010 alle 15:01

Beh tutto fa sangue

il 16/01/2010 alle 16:12

Uh...!
Puff!

il 17/01/2010 alle 12:45

Appena prima delle prime luci dell'alba, mi spazzolo i canini (l'emoglobina è quasi peggio dello zucchero), pettino i pochi capelli superstiti, abbottono il tuxedo color vinaccia, mi stendo nel sarcofago modello DeLorean '58 e calo finalmente il sipario.

il 17/01/2010 alle 16:03