Scappai sfrenando la stua
da vero grillo lumando la strada
e la bricca di lato che lisciava
la mini con le dita laccate.
Mi godevo la vita
prima di tornare
in buiosa.
La portai all'antenna.
Sfilò nelle stanze curiosa
come una cagna che abbia scovato
dell'altra puzzolente netturba.
Mangiammo qualcosa
poi si mise sul letto a cosce allargate
la canna della baiaffa contro il pube rasato
sulle labbra quel suo sorriso da scaia.
Vomitai nel bagno
pensando al farlocco
che avevamo svezzato.
Spruzzava rat dal cranio bucato.
Di notte
facemmo sesso
troppo ciccati. Parlò
nel sonno. Non capii
mica cosa stesse
soffiando.
Sgorgava un odore
come di cagna appena montata
che non mi fece dormire.
Al mattino
infilò i lovi nel suo sacco.
Come un pollo la lasciai fare.
Uscimmo per la spesa con l'arsenale
sotto le giacche attillate.
Sfarfallai al reparto gelati. Era zeppo di torte
e confezioni da sei in offerta speciale. L'ultima volta
la vidi sniffare un flacone di deodorante Rexona.
Si tenne tutto per sé. Io non riuscii neanche
a smollare il Magnum Double Chocolate
in edizione limitata.