Gennaio non esiste, è solo un vano tentativo di dare inizio ad un anno che rincorre l'anno che verrà e anche Febbraio è da cancellare perché non ha certo le modalità adeguate per potersi accollare un impegno così gravoso. Marzo poi, così sbarazzino e vanitoso, via, cancellare... Aprile è un'assurda convenzione che va stroncata sul nascere; e che dire di Maggio? Via, via; Giugno, e siamo a metà anno: vale la pena tenerlo? Perché mai? Via anche lui; Luglio e Agosto, al seguito, stessa sorte. E perché mai Settembre dovrebbe avere il privilegio d'esserci se poi tutti gli altri mesi li abbiamo finora cancellati? Quindi, via anche lui. E democraticamente, va abrogato anche Ottobre, lui e le sue foglie gialle. Novembre, poverello, mica può sostenere 'sto peso: per il suo bene, via, a casa. E infine Dicembre, che è l'ultimo della lista e anche per questo gli si risparmia il patetico tentativo d'essere il primo e allo stesso tempo l'ultimo dei mesi... E così, è volato un anno, fatto di nessun giorno, cucito con la stoffa del non-tempo e così vestito a festa, passeggia nei corridoi delle opportunità e sosta nelle stanze dell'impazienza, sospeso nell'attesa di caduco oblio.
Insomma, la tua poesia mi è piaciuta molto. Un abbraccio
Attilio
bella la tua poesia ,ma questo commento è strepitoso ,ciao a voi due poeti ,cate