Quante albe e tramonti ho visto,
Quanti cuori i miei occhi han sentito
richiami di vita e maledizione...
immobile dalla montagna la vista delle nuvole che accompagnano le giornate di luce di intensa futilità,
Il mondo ho girato
osservando i volti di mille e più visi
della gente,
del popolo e delle caste....
Delle lingue e religioni ho colto l'essenza
e delle regole degli uomini ho provato a venir alla comprensione.
Nel peccato ho sentito il piacere dell'errore...
del desiderio dello scuro
quando la luce troppo chiara bruciava le mie pupille
deboli e taciturne.
L'uomo ho tentato di avvicinare
tra storie di mille e una notte narrate al caldo del fuoco
Ma poi, un giorno mi accorsi della tragica scoperta
del mio volto
e della musica che non sentivo più come una volta...
del silenzio feci il mio gioco..
e nella mischia gettai il tempo,
donandogli la fine.