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Pubblicata il 06/09/2002
attendo la morte del mio spirito
perchè con essa esso si addormenti
e il mio cuore lontano smarrito
scolori il mio viso nelle menti

che accada invano qualcosa
le mie membra attendono dolenti
come una scibile rima di prosa
le furenti passioni decadenti

l'arto attaccatomi da un mendicante
oscilla dolcemente sul selciato
tenebre sostano sul cor dolorante
con furia inaudita l'anima ho vomitato

or che stremato raccolgo le mie vene
dal mare di nebbia in cui le ho deposte
sento la notte venir con le falene
tacito ascolto le onde sulle coste



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... e l'onda sento lambir piano la riva
dove fantasmi pallidi restano silenti
non c'è più tempo in questa stanca vita
per afferrar i sogni persi nella notte

Luigi

il 06/09/2002 alle 22:48