Placida sera d’ottobre,
e fra le mamme intente a conversare
nei giardini vociando si rincorrono
i bambini: calpestano l’erba delle aiuole,
e alle narici forte arriva l’odore
di terra e di fieno.
Respiro profondo, e mi ferisce
la nostalgia delle radici
sempre più lontane,
delle tremule margherite
sulle zolle secche,
dei papaveri fra le spighe appisolati,
dei girasoli assordati
dal denso frinire delle nuove cicale.
A me adesso non si addice
calpestare l’erba delle aiuole.