Vedo passare la gente:
la guardo bene,
non è la mia gente.
Poi mi connetto,
leggo offese gratuite,
non è il mio mondo.
Torno per strada,
urto un piercing,
m’ipnotizza un tatuaggio.
Ipotizzo un retaggio:
ero giusto trent’anni fa
quando ero piccolo.
Sarei voluto restare
un uomo del Novecento,
anzi, lo sono restato.
E il prezzo da pagare
è l’amarezza che provo
nell’essere fuori stagione.
Però ha un gusto speciale
il masochistico sapore
dell’insoddisfazione...