Ti conservo
nel mio scrigno dei ricordi:
lontana ed eterea, appisolata
sotto l'abbraccio freddo del Nord
e ripenso ai giorni in cui
con l'ardore di una bambina,
correvo libera tra le umide colline
che ancora oggi ti sovrastano.
Mi riappari alla memoria
sotto quel cielo turchese, minacciato
da un’armata di fosche nubi
e sdraiata
nell’umidità delle tue pianure dipinte
ancora, mi par di udire
il grido sinistro del vento
perdersi nella sovrana solitudine
e il suono melodico del manto erboso
che cullandosi nell'aria
di cornamuse orchestrava.
Stormi di gabbiani, osservo
intrecciar voli solenni e silenziosi
contro il fragore impetuoso del mare
per poi dissolversi lentamente
verso quel lontano imbrunire
che inchinandosi riverente
cede il passo alla notte.
Esule
come una viandante stanca
cammino errante in questa terra lontana
e della tua pace
l’anima mia si ristora.