Chapeau
a larghe falde
ribaltabili nei tramonti
di quelli roventi estivi
erano libellule inquiete
che non lasciavano suoni
con accanto la pipa
scomposto filo fumante
ad avvinghiarsi a capitelli
cangianti e doloranti le palme
dita incrociate in attesa
di sandali rovesciati nell'istantanea
come azzardi d'anguille o murene
le limpide gote dei tuoi cammelli
toppe in affitto verso l'oblio
nel guizzo carpiato del delfino
lieto d'eccedere in duttilità
nel taschino inferiore destrorso
canto urlante spaventate grida
il cicaleccio della confettura avariata
malandrina scomposta nei vasetti
lancio i coperchi a les folies bergére
nel fondo che smotta adagio
con annessi dimessi sconnessi