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Pubblicata il 24/09/2009
Vibra il tamburo,
il mio corpo freme,
sto perdendo ogni ragione e realtà,
a questo serve il suono.

(*)…. Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
è come olio profumato il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.
Attirami dietro a te, corriamo!
M'introduca il re nelle sue stanze:
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.
A ragione ti amano!....(*)

Parlo come Salomone,
la sua voce mi ripete il cantico,
ora tocca a te, mia regina di Saba,
trasforma questo mezzo uomo in Dio.

Lascia che le nostre labbra si schiudano,
che i respiri si fondano,
che i baci della tua bocca,
siano i baci della mia bocca.

Bacio come preludio all’unione sacra,
poi le carni si fondono,
dove prima erano due ora c’è l’Uno.
Allora lo Hieros Gamos è nato.

Ti ho amato prima,
Ti amo oggi,
Ti amerò ancora.
Il tempo ritorna.

Makeda, ora c’è separazione,
come tanti altri Hieros Gamos,
ma lo spirito degli amanti non sarà mai più diviso,
perché non c’è altro posto dove andare.

Ti onoro o mia regina,
mi inchino ogni sera al tuo altare,
anche quando il tamburo smette e la realtà riappare,
tu sei al mio fianco.

Il tempo ritorna.

* Cantico dei Cantici 1, 2-4
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