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Pubblicata il 11/09/2009
Vado per il tuo corpo
come dietro alla collina dei fiori
come in una cella di Dio
come nelle stanze del tempio dai mille bracieri

vago
come l'impronta di una foglia
sulla tua bocca fatta di respiri
sulle tue vene di filo spinato morbido
unica meridiana delle mie ore

vago
puttana per caso
in distanze che mi sfiorano appena
l'infinito negli occhi
graffiata d'ombra
smarrita in una mezzaluna di ponente
in uno stagno di rane e di lumache

vago
pallida di temporali
sui tuoi capelli
con i miei vangeli sconfinati
per arrivare in ginocchio alle voglie del tuo cuore
in questo tempo dalle orme tristi

con la gonna troppo corta
una rosa e una falena
incompiuta d'amore

immobile
in un settembre che tace

e va
senza fretta
con le scarpe rotte e l’ uva bianca
nella tana delle volpi rosse
ad aspettare la malinconia dell'inverno.

Nell’aria Elvis che canta
Love me tender.
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** peccato per le ripetizioni, c'è del buono in questi versi

il 11/09/2009 alle 19:45

wow!!! molto bella sta poesia!

il 12/09/2009 alle 00:04

bellissima e sensuale.

il 12/09/2009 alle 00:45