PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 08/09/2009
Amami, ho ingoiato ettolitri di latte
ticchettandolo poco a poco sulla lingua.

Non è orario d'ufficio, l'orario?, diciamo
l'esercitazione a succhiare benzina

come una parola, la bella che tu fumavi
verde di Virginia a cui somigliava il mio letto.

E pure, la terra emersa è solo uno scoglio
fortunato; l'industria orologiaia

spiega il mistero del tempo ai sei grammi d'aria
del mio fiammante carapace cignesco.

Ora capisco i flussi delle sigarette, la musica
aromatica della volpe e l'onda radio;

l'ora tre è un'incognita: come un sogno,
increspa il plaid matematico della camicia.

Ho la visione in una pura idea di sonno: la testa
saturnina dell'ape, prima che tu accada.
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è alquanto bella, è molto tua. ed ecco il dearpeace profetizzato. l'ultimo distico cita un determinato quadro di Dalì o sono solo un po' troppo ossessionato io, da Dalì? sssioghli questo dubbio e sarai doppiamente mitica.

il 08/09/2009 alle 16:25

Io detesto Dalì.

il 08/09/2009 alle 16:39

addirittura.

il 08/09/2009 alle 17:26

Prego caro... Il GV è stato la mia prima sigaretta. Fatta a mano e male. Un trionfo di saliva e carta fumata nella toilette (detta anche 'cesso delle meraviglie', per tutte le cose che vi succedavano... La hall di qualsiasi Grand Hotel ci faceva una pippa, con rispetto parlando) dell'Istituto d'Arte.
Che tempi, bellezza mia...

il 10/09/2009 alle 00:54

wow. e io dov'ero? (risp.: all'asilo. peccato, avrei voluto vederli, quei Tempi).

il 10/09/2009 alle 16:17

inculati, fottiti, sparisci.

il 12/09/2009 alle 21:34