Si svegliò
stiracchiata nel cielo
una notte informe
grondante blu cobalto
con striature nero pece
che slordavano d’immanenza
le frasche tenere del castagno
fino a calarsi lente
come acquattate fiere
a straziare i tremuli
spaventati fili d’erba.
Solo un grillo
impavido cantava
impettito su uno stelo
davanti all’intensa tenebra,
finchè una grassa palla
sfacciata di luce riflessa
comparve da dietro le rocce.
Sono indubbiamente intonato,
s’illuse l'ortottero nero,
se anche stanotte, la luna
è venuta a sentirmi cantare.