Pronto, parlo con Alberto Rossi?
Ciao zio coma va, sei in vacanza?
Centrato sono qui a Ischia per le cure termali, ci possiamo vedere?
Certo ho appena finito di girare tutte le scene per questa settimana, ci possiamo vedere quando vuoi.
Per me va bene anche domani mattina sul tardi, stabilisci tu il momento, mettiamoci d’accordo sugli orari degli Aliscafi.
Domani va più che bene, ti vengo prendere al porto, c’è anche la zia?
Allora deciso, ci vediamo alle ore dieci e mezza a Mergellina O.K.
Come un buon Livornese di padre Goriziano e madre Sarda è in fondo al Molo con le braccia alzate per farsi vedere, ci aspetta con la sua simpatia piena di gioia per questo nuovo incontro, fatto di una conoscenza profonda e ricambiata, non ci sono segreti tra noi.
Baci e abbracci si sprecano, ci squadriamo di nuovo con qualche battuta sull’età e tutto va come deve andare, per questa “amicizia” consolidata da lunghi viaggi in Africa “del Nord”con il camper.
Cari zii vi propongo una visita sul “Set” di un posto al sole alla RAI di Napoli, dove “giro” abitualmente, vi va l’idea?
Non potrei chiedere di meglio è una cosa che ho sempre desiderato,essere sul set mentre si gira.
Saliamo sulla sua auto, una vecchia Volvo molto funzionale per girare a Napoli, qui sembra che il furto sia dietro all'angolo, ma non è così come lo si dipinge.
Dopo aver parcheggiato la macchina nei pressi dello stabilimento della RAI, salendo i gradini dell'ingresso mi imbatto nell'attore Franco Boschi, la prima impressione che ho guardandolo in faccia e porgendo la mano è come salutare un vecchio amico, sono molto imbarazzato ed esterno la mia confusione sul comportamento che devo assumere, lei o tu ? Mi decido“guardandoti tutte le sere alla TV sei diventato come un mio parente o giù di lì. Lui sorridendo gentilmente comprende e lascia fare.
Lasciamo la carta di identità in portineria e cominciamo la visita nel cuore della Fiction.
Aprendo una porta Alby ci fa conoscere una bellissima ragazza, “ se devi inviare una e-mail, è lei che ti risponderà per tutte le tue curiosità”, dopo un abbraccio tra i due, usciamo per entrare in un posto chiamato di controllo per l'emissione in antenna e registrazione su nastro, mi interessa molto data la mia competenza in materia.
Altra bellissima ragazza si fa avanti con le braccia aperte, baci ed abbracci, io protesto, mi chiamo Claudio e essendo lo zio un abbraccio mi farebbe bene, sono accontentato.
Arrivati al secondo piano, una bella signora è dietro ad un tavolino sul quale ha moltissimi foglietti fermati con dei pesi per le correnti d'aria, Alby ci presenta non senza l'abbraccio di rito e ci informa che questa signora ha un compito molto ma molto gravoso, deve reperire in qualsiasi momento l'attore che gli viene richiesto, deve sapere sempre dove lo possa reperire, ed è informata sul carattere di noi tutti, nulla gli sfugge è il ponte tra regia e attori.
Siamo davanti ad una porta con sopra in alto una scritta luminosa in rosso “si gira”, aspettiamo un po', la luce diventa verde, entriamo sul set.
Passiamo in mezzo tra i vari attori che stanno facendo una pausa, ci mettiamo in penombra a qualche metro dietro la scena, Alby ci presenta Viola, Ornella e Raffaele, dico qualche parola di circostanza ed essendo molto imbarazzato era meglio tacere, ho sempre avuta la battuta facile ma questa volta... qualcosa mi blocca in questo posto magico, è così.
Ciak si gira, sono molto stupito e rapito di quello che mi si presenta a tre metri di distanza, il silenzio assoluto è rotto solamente dalle voci dei protagonisti, sono molto emozionato da questa costruzione del momento, sono soli con le loro voci, devono interpretare, essere al centro delle luci con tutte le persone attorno che premono sulle loro figure, penso: non sarò mai un attore.
Tra una pausa e un ciak e si gira, guardo la Cavalli che si concentra e ripassa il copione a memoria mimando la scena e penso all'immagine che dovrà dare tra qualche secondo, intanto qualche metro più in là, Raffaele spiega a Viola che deve essere più decisa sulla sua entrata in scena, la abbraccia amorevolmente.
I momenti che sto vivendo accanto agli attori, non posso fare a meno di comparare agli orchestrali mentre accordano lo strumento o provano i vari passaggi dello spartito.
Mi sto rendendo conto della fragilità nella quale sono sottoposte le figure con i loro nomi nuovi, tutto dipende dal tempo delle battute nel tempo prestabilito.
Sono molto ammirato dal clima sereno che riescono a proporre nelle piccole pause.
Tutta la scena è fatta di niente, si inquadra solo le cose che servono, il resto è un magazzino al buio.
Credo che il rispetto, sia un collante per gli attori e come se cercassero la coralità senza dare l'impressione di prevaricare sull'altro, sanno ascoltarsi per un conforto sempre presente, forse la paura di non essere all'altezza gli unisce, il silenzio deve ascoltare le loro voci.
Con queste mie riflessioni cerco di dare un significato a questa presenza che non c'è.
Di tangibile è solamente la voce.
Non è che io mi debba confrontare con loro, ma non posso fare a meno di giudicarmi per quello che sono in questi momenti, così irrimediabilmente piccolo, interpretare una qualsiasi arte in questa vita, resta per me prioritaria, riuscire, deve essere come volare nell'armonia dell'ingresso, concesso solamente a poche persone.
Più visito il palazzo RAI e più mi rendo conto come Alberto viva tra gente sana sotto ogni aspetto, in questa dimensione è bello vivere.
Abbiamo mangiato nel ristorante interno, qui tra una forchettata e l'altra ho potuto sbirciare quasi tutti gli altri attori che alla chetichella arrivavano e si servivano dal bancone delle portate offerte.
Anche gli attori mangiano.
Ciao Alberto, alla prossima gita cerca di essere.
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