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Pubblicata il 25/07/2009
Sei stato mio alunno, Citterio,
e non dei migliori; anzi,
fosti bocciato e passasti al serale.
Eri enorme: avresti potuto fare
il buttafuori in qualche night.

T’incontravo ogni tanto, e mi parlavi
del bisogno che avevi di lavorare.
Anni dopo ti rividi al Parini e spesso
ci punzecchiavamo, ma amabilmente;
mi hai anche parlato di certi tuoi traffici
di rolex e di viaggi in Thailandia
e delle thailandesi. Al “Cairoli,”
ora fanno due mesi, mi parlasti
di uno svenimento improvviso
e di un difetto congenito
che t’hanno scoperto al cuore:
“Mi hanno aperto tutto;
se guardi qua davanti…” “Lascia stare.
Ma adesso è tutto a posto?”
“Sì, sì.” “E ti fai i controlli?” “Sì:
tutto a posto.” E ci siamo baciati,
da ex-prof ed ex-alunno… Ieri Marinella
qui a Miramare mi ha detto
che te ne sei andato nel sonno,
a casa di tua madre.

Ora sei tu che insegni a me qualcosa,
Giuseppe.
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Non potendo fare altro, oltre a pregare, gli ho voluto rendere un piccolo omaggio...

il 26/07/2009 alle 10:07

Bellissimo ricordo!

Potevi fare di più per aiutarlo?


il 27/07/2009 alle 09:05

Se fossi stato il Padreterno...

il 27/07/2009 alle 21:05