Ho desiderato la tua sfera
cercando nella mia viltà
ciò che era nel tempo
Il tuo!
E’ una immagine violenta
la assaporo dolcemente
per capirla nella sua frequenza
distribuita nell’intimo del mio corpo
Come musica malvagia
allontana il mio spirito nella luce
che appare nera
Sono stigmata di lontananza dal vero
le mie sostanze annullano la gioia
in molti esseri porto la morte
apparendo splendida quando vivo
gioco nel mezzo di ogni cammino
Un esemplare vivente
in un viscido ventre
generato senza lotta né piaceri
defecato al mondo
per mille flatulenze nauseabonde
Cammino indifferente fra la mia gente
di una generazione
generazionale