PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 20/07/2009
Ho desiderato la tua sfera
cercando nella mia viltà
ciò che era nel tempo

Il tuo!

E’ una immagine violenta
la assaporo dolcemente
per capirla nella sua frequenza
distribuita nell’intimo del mio corpo

Come musica malvagia
allontana il mio spirito nella luce
che appare nera

Sono stigmata di lontananza dal vero
le mie sostanze annullano la gioia
in molti esseri porto la morte
apparendo splendida quando vivo
gioco nel mezzo di ogni cammino

Un esemplare vivente
in un viscido ventre
generato senza lotta né piaceri
defecato al mondo
per mille flatulenze nauseabonde

Cammino indifferente fra la mia gente
di una generazione
generazionale
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mi ricorda i contemptus mundi medioevali, specialmente quello di lotario di segni magari sfuggito, come ascendenza, alla cultura punk.
Letto in questa chiave fa riflettere sui corsi e ricorsi storici.Ma la storia è un castoro che scava tane profonde....
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Nicky

il 27/07/2009 alle 00:09