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Pubblicata il 11/07/2009
e ancora cammini
gli occhi a terra,
ad inseguire ogni ruga della tua mente.
bianchi i capelli ed ordinati,
da essi lenta evapora
ogni passata energia.

sul tuo pensieroso segnato volto
c'è ora una qualche dolcezza,
che non hai mai avuto,
che non hai forse mai voluto.

Allora il tempo divorava
quelle tue affannose quotidiane cure,
con ossessionante, ripetuta inutilità,
ed io da quelle forti spalle
non traevo conforto alle notturne paure,
agli incerti dubbi, alle giovanili speranze.

eri, quale porta chiusa,
invalicabile diaframma
alle mie disarmanti fragilità.

e ancora cammini,
incerto il passo,
verso il tuo crepuscolo,
da terra gli occhi non rialzi mai.

piano la sera asciuga la tua ombra,
ma tu, indistinta scarna figura,
io so, non capirai,
che solo ora
e per un attimo,
sei veramente mia madre.


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