PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 22/06/2009
La prossima fine sarà una colomba spietata
che seminerà funerali e amori simili al filo spinato
musicisti folli che stracceranno il domani in mille pezzi
con voci di fuoco e corde affilate come falci mortali
Avremo bambini in culle di porfido e vulcani spenti
ritratti d’incendi che coloreranno le pareti di rosso e d’azzurro
per nascondere le grigie entrate di tombe senza ritorno
come bocche chiuse su cui il vino s’è asciugato
Scriveremo destini col ghiaccio dei nostri letti sfatti
col timido sole del mezzogiorno che dà un’occhiata intorno
quando la speranza prende il volo e le nostre voci
sembrano battiti d’ala di un uccello agonizzante tra le spine
Sconosciuti con la pelle come fiori di liquida ruggine
ci insegneranno preghiere di piombo agli angoli di strada
che scandiremo piegati in ginocchio
guardando tristi la pioggia rigare le finestre sbarrate dalla notte
Per ogni foglio bruciato voleranno angeli dai denti rotti,
e per ogni sbarra di prigione
un bimbo porgerà fiori ai lunghi mantelli di una notte gemente
avara d’amore e silenzio
E tutto così diverso e così uguale ad oggi
a fare l’altalena tra cielo e mare, tra pianto e sorriso
saremo sempre noi, vestiti della tela che il novembre tesse
per coprire il sangue che langue sulle ferite di Dio
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Jul

Magnifica!

il 22/06/2009 alle 20:52

ha ragione Jul...ci sono delle splendide metafore iaciutissima questa:

sconosciuti con la pelle come fiori di liquida ruggine

al mio piacere di rileggerti
feliz dia
Lunaa

il 23/06/2009 alle 07:06