PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/05/2009
Steso su spiagge roventi
la mia mano è una clessidra
che tocca,palpita la sabbia
portavoce dell’infinito.
Stanchi e socchiusi occhi miei
offuscati dai lampi del sole
vedono sprofondare i granelli
che sulle dita sdrucciolevoli
cadono nel giaciglio
predestinato,desolato.
Scabro sguardo mio
saturo,secco,arido
macchia la già unta disarmonia
che mi dissocia,che mi parla
attraverso i granelli,
metafore di uno sterile mondo
nelle ossa e nello spirito, pallido.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)
Jul

Mi piace questo scandire la dimensione da spettatore assente e coinvolto contemporaneamente.
Saluti, Jul

il 27/05/2009 alle 19:25