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Pubblicata il 14/05/2009
Che strana questa sera!

Immerso nelle ore in vespro

erro su angoli smussati di vuote locande

il meriggio tintinna campane

nel drappo pregiato di sguardo velato.

Sento presenza al mio fianco

pervade marmorea scia

mentre lacrima fioca discende

ad annunciare inconscio timore.

Che strana questa sera!

Nel buio di città inaridita

richiamo pensieri, lontani varchi

coi silenzi vaganti della mente

nello sguardo fitto d’incavati passaggi.

L’oscurità m’assale tenebrosa,

il buio inghiotte l’ansante respiro

assorbendo stilla riflessa del mio io

in carambole d’ impervi sentieri,

coi suoi pesi, nascoste litanie

soffocando con arguzia

ogni briciola di coraggio avuta.

Che strana questa sera!

Percorro mesto ingigantite ombre,

in barlume di luce ricercata,

quella luce da sempre evocata

nel profondo d’un cuore e lì dimorerà

tra i chiarori d’anima vestita.

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Giovanni Monopoli
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