PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/05/2009
Di mete lontane indicare il viaggio,

nell’assaporo di profumi in soffio di cheto mare,

nello spazio di pieghe d’ anima cercare,

e lacerare pesi, stracci di vita rubata

nelle veglie assopite di notti trovate.

D’ombre sfiorite rubare le figure

per offrire poesia nel suo libero andare

incatenando miraggi del tempo

versando lacrime su lastricati selciati

nel richiamo di colori sbiaditi dal destino.

Essere guardiano del faro,

nell’esistenza di scrigno chiuso

e trattenere sguardi d’ impaurite cicogne

con sogni in volo nel più denso silenzio

alla ricerca di corpo in acque stagnanti

di cuore ferito nel teatro della vita

mentre

su scaffali della memoria musica intona...

il risveglio del mattino col suo vagabondare

e gli occhi schiudere nell’etere spinto

nel trovare del cammino il giusto passo

per custodire la raggiunta felicità.

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Giovanni Monopoli
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Un viaggio a ritroso nelle emozioni, miraggi e lacrime della tua vita, racchiusi nello scrigno dell'anima, a cui tu fai da guardiano, nell'attesa
di curare quel cuore ferito nella felicità ritrovata.
Bei versi introspettivi che, spero, di aver interpretato giustamente.
Ciao
helan

il 12/05/2009 alle 12:00

si, sì "custodi della felicità raggiunta" dovremmo essere tutti noi anime perse tra le braccia della poesia..
ciao poetagio

il 12/05/2009 alle 21:33