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Pubblicata il 30/08/2002
Piccole farfalle passeggiano nella notte
stan li soltanto per " giocare "
prede consapevoli , di uomini perversi
animi traditi da sbagliati amori
sorrisi soffocati da esili lamenti
in abiti succinti
regalano l'amore

del mondo della notte
paladine indifferenti
nulla voglion vedere
di quelle strade inesistenti

lucciole illuminate dal chiaror
di fuochi fatiscenti
li!! ad ossservare
suscitan dolore

corpi in esposizione
senza difesa stanno ad aspettare
sperando in cuor loro al nuovo giorno
di arrivare

nella notte un'eco sento vibrare
è una sirena
c'è qualcuno che le va a raccattare
come merce immonda da riciclare

povere farfalle han perso le ali
in questo mondo non potranno più volare
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Pochi giorni addietro ho pubblicato qui Lucciole per lanterne; un diertissement sulle prostitute e sugli animali e sulla luce:
La tua è simpatica e addita un fenomeno diffuso e imperante, da un lato, ma segnala gli aspetti più interiori del problema.
Mi piace.
Brava.
N.

il 30/08/2002 alle 18:14

Più che una poesia simpatica, la definirei una poesia "empatica", che sa rendere appieno e offrire ad una attenta lettura l'immensa tristezza e desolazione della carne umana esposta a mercanzia. Non mi pare si tratti qui di lucciole d'alto bordo consapevoli, per scelta autonoma, della loro vocazione al facile guadagno. Piuttosto di quelle castigate per sorte alla strada, ad esercitare la "professione" solo per conto terzi, cui rendere per giunta dolorosamente e quotidianamente conto.
La perversa rete, magari, del miraggio italiano.
Molto brava a rappresentare bene una situazione per nulla "divertente".
Ciao MG.
Max

il 31/08/2002 alle 16:59