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Pubblicata il 06/05/2009
Vorrei vagare nell’universo

e cercarti ovunque,

nelle intrecciate tele di un ragno

nel fruscio delle foglie morte

nel dondolare dei rami stecchiti

nel profumo d’un incensiere

sfogliando la Bibbia

dinanzi al portone d’un antico monastero.

Vorrei essere portato via da te nella tua carrozza

lontano dalla prigione d’un grattacielo

lungo le strade dell’inverno

ed osservare riflessa nel lago argentato

la mia immagine vecchia e deforme

trasformarsi nella tua pelle giovane e bianca

e contare poi una per una

le perle della tua corona.

Vorrei capire chi sono

mostrandoti fotografie sbiadite e diari segreti,

mostrandoti la scia luminosa dei ricordi

di quello che ero ieri,

l’anima immortale che vive nei miei versi adesso,

la statua, la lapide e la polvere

di ciò che rimarrà dei miei sogni domani.

Vento impetuoso della fuggevole immaginazione mia

tu spalanchi con forza la porta di questa mia tacita realtà

e nelle annebbiate stanze del tuo nido

io mi sto sempre più addentrando.

Ed ora sento di poterti raggiungere.

Vorrei avvicinarmi ma non so chi sei

vorrei chiamarti ma non so il tuo nome

vorrei seguirti ma tu ti stai sciogliendo lentamente

in aria.

scompari quando credo d'afferrarti.

Eppure io ti inseguo da sempre

nei labirinti della mia mente,

cercandoti affannosamente

in ogni piccolo spazio

della mia camera vuota e solitaria.

E nelle lacrime della solitudine mia

che percorron lente il mio viso pulito,

vedo i miei sogni evanescenti

morire uno dopo l’altro

ed un bimbo,

quel bimbo che vive in ognuno di noi,

li porta con sé invecchiati

fino ad estinguersi

nel riposante approdo d’un obitorio.
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ha un afflato romantico e crepuscolare questa tua, l'ho letta con piacere.
ciao
lilli

il 06/05/2009 alle 14:34

non mi piace, puzza di morte.

il 06/05/2009 alle 15:00