PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 06/05/2009
Compagni,amici,camerate
nemo sapientiam paupertate damnavit
ei per come tale fu siccome
al dubbio integerrimo
in districanze percettive subdole,
ora chiedo ai voi,arguti,consci
oh!amato disarmato radunato pubblico
un atto di coraggio
d’intenti moderati al centro
e per tal collocazione intendo
variabili,ondivaghe alternanze
del subconscio virante
a presa d’esca che ove si ferma afferro
è giusta collocazione
e come dice la bibbia
pagnotta d’avi in aggrappi a stenti
costretti in migrazioni sradiche
alloccagini moltiplicanti altrove
-Amati elettori
mano al petto,fermaglio sincero d’anima
presa di posizione,ideologie ferree
e cambiamo questo paese
affinchè tracotanze generazionali
al giro di boa punto a capo ignari
-Votate e fate votare
Assessore Pezza
mal che vada ci mette sempre una pezza
-Lascio la parola al collega
onorevole Pastura
-Clap..clapp..clappp..bravo...
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Da:Avanguardie Irriverenti
www.santhers.com
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l'avrei inserita in "cazzate", per rispetto a "Poesia".

il 06/05/2009 alle 15:06

prova a rileggere e ti accorgerai che c'è più poesia in questa satira che non in tante,poi se presti attenzione passo passo alle parole ti accorgerai di quanto sia Leonardesca...per far filare il tutto,vocaboli per imbrogliare il popolo ma che alla fine se messi al vaglio hanno un senso e degli alibi.è una poesia psicologica....a mo di burla ma con una certa scentificità..amen

il 06/05/2009 alle 18:53

il messaggio è: il politico sa di poter dare di tutto al popolo ma tra questo può esserci chi analizza le parole allora lui con arte le pone tra il dubbio e la concretezza e nel farlo da accenni anche della sua non onnipotenza che al pubblico appare solo potenza...non è per giustificarmi ma vi esorto anche a non dare giudizi sommari ...amen

il 06/05/2009 alle 18:58