Senti
il vento che ulula sui pioppi,
e il mare che imbianca
la scogliera?
Io c'ero quella sera
che il sangue coloro'
la sabbia,
finche' l'onda marina
non trasporto' via
il mio cuore.
Io c'ero quando quel ramo,
s'incaglio’ sul fato malandrino.
E il mare avezzo
a leccargli le ferite
lo bacio' di sale porporino,
e il vento ne disperse
il suo lamento.
Io c'ero, ma non son vento,
e non son neanche mare.
In quanto al sole,
mi limito a mirare
quanto e’ immenso.
Io sono piccolo
come un granello,
e volo via quando Lui vorra'.
Essendo maturo il mosto
per l'ubriacatura degli dei,
dei quali siamo Pierrot:
molto seri, ora spensierati.
Siamo quelli che le fate
chiamano elfi:
le creature
delle fiabe.
R. Fludd