Tu che cammini sopra tutto,
sopra i cadaveri
Sopra la morte
Sopra le immagini cadute della mia mente
Calpesti me stesso
con sadico gusto adori vedermi contorcermi e sanguinare
Come un verme infilzato da una lama
Come una mosca che brucia sulla fiamma viva
Come una bestia presa a calci e pungi
Come un vecchio infame che viene deriso spinto e riceve sputi in faccia
Io, in me vorrei poterti prendere e infilzare la mia mano nel tuo petto
Dilaniare la giovane carne del tuo seno e arrivare fino al tuo cuore
Stringerlo, lottando contro il suo incessante pulsare
Con violenza strapparlo via da te
Godendo nel sentire il caldo zampillo di sangue macchiarmi il volto
Dissetarmi con il tuo sangue
Mordere il tuo cuore maledetto fino a dilaniarlo
Renderlo un ammasso informe di carne
gettarlo nell’antro più oscuro del mondo
In modo che le bestie affamate e assetate se ne nutrano come io stesso ho fatto
E provare piacere a vere il tuo corpo di donna sbiancare e osservarmi ridere nei tuoi occhi vitrei