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Pubblicata il 29/08/2002
Caro pazzo
ognor deriso
sul tuo volto uno strano sorriso
i tuoi pensieri vagano all'orizzonte
fonte di gesti a te stranieri
il mondo intero ti gira attorno
guardando ciò
che non riesce a capire
in quell'animo cosi profondo

cammini in fretta tutto il giorno
la notte
sonnecchi ad occhi aperti
sperando chissà!
in qualche nuova fonte

Per la
gente normale
neppure esisti
e
senza saperlo
un pò ti assomiglia
nel suo dolore
nei suoi gesti
nel suo dialogare
nel suo amare
nel suo correre
nel suo sonnecchiare

caro pazzo
fuori dal mondo
spaventato da ciò che ti gira attorno
dentro te
regna ognor un ordinata maestezza

nella tua incosapevolezza
insegni a questo mondo
ciò che getta via con tanta leggerezza




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A aprte i neologismi..... è una poesia che fa riflettere sulla condizione dei pazzi. Infatti appaiono assenti a questo mondo ma additano, forse, la fine che stiamo per fare tutti!
Brava.
N.

il 29/08/2002 alle 19:29

... ghignano fra loro i maledetti
e dicono che io son malato
ma in che modo posso far capire
che i veri pazzi sono loro ?

Luigi

il 29/08/2002 alle 23:01

l'unica pazzia è credersi sani di mente
sano è colui che si meraviglia
sano è la fragranza del silenzio

il 30/08/2002 alle 00:36

...nel finale c'è una grande verità...brava mary...come sempre...
...baci...simy

il 30/08/2002 alle 02:17

l'ultima strofa è stupenda...Ho scritto qualcosa in proposito proprio l'altra settimana (I Vecchi)...il tema mi è caro!
brava....come sempre!;-)
M'

il 30/08/2002 alle 10:04