a te che mai parli d’amore
ma subito mi cerchi con gli occhi
quando d’un solo passo m’allontano,
dedico poche parole
e quasi tutti i miei pensieri.
Con questi vorrei circondarti
come il calore fa
di questo Aprile nuovo
quando immobile nel giardino
guardi i neri merli saltellare
e stringi forte la mia mano.
C’e’ uno squarcio nel mio petto :
strilla più di un neonato
senza sonno e madre.
Dolore acuto ed infinito:
c’ho steso sopra un telo spesso
per non fartelo udire.
Ora tu l’hai cambiato
con lievi veli
d’attesa e di speranza.