Nei risvegli canori
per l'aria tinta d'oro
riversa sul pianoro,
nell'erba e i suoi odori.
Nelle acque silenti
del torvo Trasimeno,
nel nero volo ameno
dei rondoni sui tetti
rossi di Castiglione.
Nella voce sexy
di Ligabue sui versi
di una nuova canzone.
Nell'intreccio di mani
di due giovani amanti,
nei petali brillanti
dei freschi tulipani.
Nel cuore di nocciola
di un bacio al cioccolato
e nel candore ambrato,
che si scioglie in gola,
di fragili meringhe.
Nell'orgia di colori
al mercato dei fiori,
nelle vuote lusinghe
di sguardi sconosciuti.
Nella fredda carezza
portata dalla brezza,
densa di suoni acuti.
Nel giallo criminale
di un Van Gogh spalmato
sotto il cielo, nel vago
sentore innaturale
di non essere intera.
Nell'arancio crudele
di quel globo rovente,
che prelude alla sera,
sul verde a perdere
dei poggi, nel Notturno
di Chopin dopo il giorno.
Nel lume da spegnere.
Tu ci sei dentro. Sei
nei miei versi efferati,
nei tuoi, così pacati,
detro i respiri miei.