stamane sul treno ,avanza alla ricerca di un posto
un giovane uomo sconosciuto,
si staglia sul vano del compartimento
poi si siede composto davanti a me,fà un cenno di saluto
io rispondo con un sorriso
e viso a viso
inizia un concerto a due voci
che prima divagano
sui luoghi comuni dell'essere là e in quell'istante
poi è un fiume
che porta su porti riconosciuti.noto sul suo volto
che ha dato al giudice morfeo
strumenti inconsueti, ridendo mi dice,
se non l'assecondi in posa
ti scolpisce.
Ha il fisico datato ,ma un volto senza tempo,
come giona gira il mondo
dentro ventre d'acciaio,
racconta...
sono stirpe
del mare nostrum,
odio il caldo ma non sono di ghiaccio.
L'arcolaio tende il filo
di continue parole
di motivi,
su gomitoli che raccolgono riflessioni
idee logiche
per creare maglie che s'intrecciano
su reali ideali.
é un narrar di tempi d'azione e pause
che superano dell'umano il consentito
l'oltre.
Punti esatti,
non adagiati sulle onde
per nodi lunghi
navigano uomini schiavi di macchine.
Apolidi per tempi e sogni
relativamente brevi
e pur coscienti
di essere numeri.
Nel dialogo di quest'ora che vola
c'è un regalo inconsueto
che prezzo non ha,
ancorati senza lacci
due esseri che si comprendono.
é un diario di vite,
semplice scambio.
Siamo refoli d'aria che andranno
verso nuovo frontiere
ma figli dello stesso vento.
Grazie Maurizio di esserti fermato,
del tuo tempo che non è passato
dell'energia presente
che mi hai donato.
Sei altra medaglia d'esempio
da stampare sul mio foglio.