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Pubblicata il 13/03/2009
Riprendo questa barca e remo ancora
Ma verso quali lidi? Quali luoghi.
Verso quale pace, quale guerra?
Quante genti mi chiameranno strano.
Io vivrò d’allegria e vino e pane
e d’acqua dolce mi bagnerò
la bocca, poi il sale amaro
mi spaccherà le labbra.
Un temporale sconquasserà il fasciame
Mi avvolgerà, Mi getterà lontano.
Isola dolce che mi dai riparo
E mi rinfranchi della mia speranza
E ancora dirmi sai parole nuove.
Io dovrò presto andarmene di nuovo.
Riprendo questa barca e remo ancora.
Ma verso quali lidi ? Quali luoghi.
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Mi è piaciuta la tua poesia. Bella.

Un saluto
helan

il 13/03/2009 alle 17:23

Amori trovati, amori perduti, amori rimpianti...
bella e allegorica la tua poesia.
Remare verso nuovi orizzonti, che purtroppo non sono mai migliori, di ciò che alle spalle ci siamo lasciati...
Bella poesia! Baci Ele.

il 13/03/2009 alle 18:06

il nostro destino è andare senza sapere, anche se spesso sia certi di saperlo, ma del domani che sappiamo?
piacevole lettura
ti sorrido
Lunaa

il 13/03/2009 alle 18:16

Stai cercando la tua Itaca
non so se la troverai
la vita a volte si concreta nel dividere il viaggio

il 13/03/2009 alle 19:51

Bellissima, nessuno conosce il futuro e dove ci porterà.

il 13/03/2009 alle 20:17

L'esistere è un continuo naufragare.
Gustavo

il 13/03/2009 alle 22:50

...e naufragar m'è "amaro" in questo mar...
Ma quell'isola pare un buon rifugio...
perché non sostare più a lungo?
Mai fermarsi?
Buona poesia
A presto Gustavo
Y

il 14/03/2009 alle 10:57