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Pubblicata il 07/03/2009
Guardami
come chi ha fame di carne, sete d’emozioni e voglia di me stesso,
fammelo capire
dal modo con il quale mi lecchi come un gelato fino a mordere lo stecco.

Ascoltami
come chi ha paura di cadere ma è più forte la sua voglia di volare,
allarga la gambe e poi stringile intorno a me
abbracciando
un uomo pazzo di te che spinge dentro di te quasi fino a sfondare.

Baciami
con l’ingenuità di una bambina e poi sorprendimi come una donna
che ottiene
sempre quello che vuole senza mai neanche il bisogno di chiedere.

Non capisco mai quello che mi chiedi però ti dico sempre sì,
forse perché nessuno
ti ha detto il contrario e deve ancora nascere chi può dirti no.

Strappami come una pagina dal quaderno di una bambina che sogna,
poi spogliati alla svelta come una donna che non aspetta
e indossami
con tutta la calma di chi ormai da chissà quanto ha perso la verginità,
amo i lunghi preliminari, amo saltarli.

Semina nei miei occhi vento per raccoglierne una tempesta
e poi guardami
come chi ha fame di carne, sete d’emozioni e voglia di me stesso,
non dirmi mai che è tardi ma ancora presto,
non avere paura di scottarti
la punta della lingua leccando la candela che hai acceso,
non avere paura del buio
che è caduto su noi non appena hai chiuso i tuoi occhi,
non avere paura di cadere,
adesso che stai volando il vento già ti scorre nelle vene.

Guardami
come chi ha fame di carne, sete d’emozioni e voglia di me stesso,
non dirmi mai che è tardi ma ancora presto.
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