In questo marzo di polvere alzata dal vento che brucia il sole
non vedo dove
possa portarmi qualsiasi strada scelga e rimango nel dubbio
d’aver sbagliato
anche quella che mi ha portato qui davanti a tutti questi specchi
che mi guardano con occhi che non mi appartengono.
Mi vesto con il primo straccio firmato che trovo a portata di mano ed esco,
scendo le scale
mentre l’ascensore sale insieme alla mia voglia di volare
tra le tante
anche confuse stelle di un cielo che sembra un quadro
astratto
di una notte che già mi scorre nelle vene come una droga
ed esplode negli occhi di chi incrocia il mio sguardo.
Ho fame della tua carne, sete delle tue emozioni e voglia di me stesso,
sono egocentrico
ed anche la donna nuda che adesso mi aspetta nel letto mi assomiglia
come una goccia
di pioggia che graffia i vetri delle finestre di casa mia
quasi volesse entrare
a riprendersi quel cuore che ancora mi batte nel cuore.
Entro ed esco
in continuazione da negozi in cui non compro niente
nei quali dimentico sempre qualcosa,
guardo una strada affollata e la vedo deserta
…mi sento solo!
faccio del silenzio la mia voce e mi nascondo nel buio
come un ladro di sogni che ti ruba anche la sveglia.
Io che di peccati ne ho fatti tanti non ti perdonerò
mai
la lista dei miei difetti come pretesto per lasciarmi,
difetti
che ho tirato fuori dal cappello del mago per farmi lasciare
e bruciare
in un mucchio di vecchie fotografie strappate
dalla rabbia di chi non ottiene quel che vuole.