non mi guardo più allo specchio
da due settimane;
o al meno raramente
ma scordo subito l’immagine:
rimane una dissolvenza
di un paio d’occhi obliqui
che scattando di continuo osservano
cercando qualcosa di valore e
non trovando niente
passano a oggetti più facili
come un lavabo o una maniglia
o l’acqua che scorre sulle mani
di qualcuno che non sembro essere io;
mi riprometto a quel punto
di tornare su con gli occhi
perché qualcosa ancora ci deve essere
ma ho paura
qualcosa mi distrae
e non lo faccio mai.