A cosa servono le spiagge del mare d’inverno
se non per scriverci canzoni per l’estate,
a cosa servono le scatole se non per romperle
sfogando la rabbia ch’è dentro ognuno di noi,
a cosa servono le ragazze se non per scoppiarle
come bamboline di plastica dopo averle usate.
Su strade deviate
mi sono perso e non so dove quella che ho scelto mi porterà,
ammetto
d’aver sbagliato tutto da quando ti ho incontrata
ma tu
sei diversa dalle altre che non dimenticano quel che ricordo.
Ognuno ha le sue porte chiuse ed io non busserò alle tue,
odio perdere tempo e rispetto le tue scelte,
festeggio la libertà di un uccello che è uscito dalla gabbia
ma non sa che farsene,
soprattutto adesso che è aperta la caccia.
Ho camminato a piedi nudi sui vetri rotti prima di ballare sul tuo corpo
e se voglio
posso rubarti il cuore come una mela dal paradiso senza essere punito,
stringerlo come una spugna tra le mie mani
e dopo lavarmi la faccia senza neanche guardarmi allo specchio.
Posso bruciarti con uno sguardo se mi guardi
e spegnerti con le dita sul telecomando
o semplicemente guardare la sera che scende
lenta
su case, libri, auto, viaggi e fogli di giornale.
Posso entrare ed uscire dentro di te
senza andarmene fino a non farti più capire quale pelle indossi
e cambiare il colore dei tuoi occhi.
Posso ma non voglio
più cadere in quella trappola che tutti chiamano amore,
scusa se Ti amo
ma perdonami se ti lascio.