PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 19/02/2009
Ho spento la radio
perché non volevo ascoltare quelle stupide canzoni che parlano d’amore,
qualcosa
che ha i tuoi occhi, la tua bocca, la tua voce e t’assomiglia ma non sei tu.

Ho spento la televisione
perché non volevo vedere come vive la gente che ancora non è morta
ma si muove
e colora con il sorriso anche un mucchio di terra con sopra una croce
su cui pesa
lo sguardo silenzioso della gente sotto la pioggia.

Ho spento il telefono
e ti ho scritto una lettera con le parole che non ti ho mai detto
anche se non ti ho
mai nascosto niente di quel che avrebbe visto anche un cieco.

In questo marzo di polvere di fuoco alzata dal vento
chiudi gli occhi
e nel bianco e nero di una spiaggia di luci ed ombre
sei un cuore sotto la sabbia
che batte e dice sempre le stesse parole con la tua voce
…una canzone!
anche per chi non ha mai voluto ascoltare le tue parole.

Nella vita ogni notte può essere speciale
e questa
notte prima degli esami è ancora nostra.

Ho spento il buio con una candela accesa
che lenta
si consuma facendo tremare le pareti di questa stanza senza una finestra
che sembrano avvicinarsi a te
quasi a stringerti
e portarti via senza sapere dove
trovarti se mai un giorno avrai bisogno di me.

La tua foto.
una luce ancora brucia negli occhi tuoi
ed un mazzo di fiori lungo la strada.





Dedicata a Valentina Giovagnini
scomparsa il 03.02.2009 al policlinico di Siena
a causa di un incidente stradale
(a Sanremo 2002 arrivò seconda con la canzone
"Il passo silenzioso della neve").
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Grazie di cuore,
ho conosciuto quell'ospedale
è lì
che nel 2001 in seguito ad un incidente stradale
ho riportato un trauma cranico
e sono stato in coma dal quale mi sono svegliato,
per Valentina, stesso incidente,
stessa diagnosi, diversa la conclusione.

Mi dispiace,
è per questo che a me la sento vicina.

Alessandro.

il 19/02/2009 alle 17:06
Jul

Il tuo ricordo è commovente e la tua esperienza personale dolorosa, le nostre vite hanno tanti punti interrogativi ed a certi avvenimenti non ci sono considerazioni che tengano ed ipotesi probabili,forse le nostre vite sono già stabilite nel momento che veniamo al mondo.
Ti abbraccio, Giulia

il 21/02/2009 alle 16:51

Grazie,
la fortuna che io ho avuto
è aver aperto gli occhi
e non ricordami niente.

Ricambio il tuo abbraccio.
Alessandro.

il 22/02/2009 alle 05:02