PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/02/2009
Hai saggiato il mio sapore,
sospirando,
mentre la neve mondava la mia nudità.
Hai fatto giacere il mio corpo,
gemendo,
mentre la cenere mondava il mio pudore.
Hai ingoiato i miei respiri,
stridendo,
mentre il tuo mondava la mia bocca.
La mia carne
è ormai pasto.
La mia anima
è ormai vergogna.
Spegnete quel maledetto sole!
Che non rifletta il mio candore!
Spegnete le luci, candele, lanterne!
Chiudete case, porte e finestre!
Togliete i giochi ai bambini ed il sonno agli anziani!
E Voi,
Voi,
allontanateVi.
Nessuno mi deve vedere.
Innocenti furon i pensieri,
goliardici gli atti.
Lasciatemi ove il cuor può rimettere le colpe
alla brama voluttuosa del mio animo.
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Non bisognebbe mai farsi logorare così...
Ma un po' di pace per fare il punto della situazione, per ritrovare se stessi, serve sempre.
Questa tua poesia ha un che di altri tempi:
oggi giorno è difficile che qualcuno provi
i famosi "sensi di colpa"!!!
Un caro saluto,
Pau

il 12/02/2009 alle 13:48

è corposa piena di immagini dense e coinvolgenti, non se so è uno sfogo personale, mi sembra che sia stato un grosso peccato, una grande trasgressione, sembra un passo del "nel nome della rosa" e poi que voler
pegare a tutti i costi, quel bisogno di redenzione...
un caro saluto...gianni

il 23/02/2009 alle 11:46

La poesia è bella, intensa, sofferta, coinvolgente e comunica emozioni forti.
Spero che la sofferenza che esprime sia solo il frutto del "vissuto poetico" e non del vissuto reale, se invece così fosse....fondiamo un club insieme.
ennio

il 26/03/2009 alle 11:58

Fondiamolo!

il 26/03/2009 alle 16:26

Adoro questa tua poesia.
Alessia

il 27/05/2009 alle 23:35